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FAME NERVOSA: CHE STRESS!

Ho seguito tantissime diete nella mia vita, ma poi ho sempre ripreso i chili persi (o anche di più!)…Non ce la farò mai: non ho forza di volontà!

Se ti sei riconosciuto/a in questa descrizione, mi sa che questo servizio è fatto apposta per te (no, non c'entra la forza di volontà, che spesso è una scusa per dirsi: "Non ce l'ho, quindi è impossibile che ce la faccia!" E via con un altro cioccolatino!) 
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LA FAME EMOTIVA
Se la descrizione iniziale ti ha colpito, è probabile che ti sia capitato di mangiare, quasi senza accorgertene, un intero sacchetto di patatine o una confezione di biscotti, "perché mi sento giù", "ho avuto una giornata no" o ancora "perché mi va così, senza un motivo".

Se hai risposto nuovamente sì, significa che hai sperimentato anche tu  la fame nervosa o fame emotiva.

Quando prende un attacco di fame nervosa, in genere, non "brontola lo stomaco", bensì si avverte una "voglia o desiderio di mangiare qualcosa", solitamente in risposta a uno stato emotivo (non sempre si coglie lo stato d'animo sottostante, ma un esempio potrebbe essere il senso di vuoto, noia o tristezza che coglie la sera davanti alla TV o nel tardo pomeriggio, di ritorno dal lavoro...). E' un po' come se le nostre emozioni diventassero cibo (o venissero placate dal cibo).


BINGE EATING
(DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA) 

Si parla di un vero e proprio Disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating) quando la persona arriva a mangiare una quantità di cibo eccessiva in un tempo limitato (ad esempio, due ore), ossia quando gli attacchi di fame emotiva diventano consistenti abbuffate, frequenti nel tempo (ad esempio, più volte a settimana).
Ciò mi riportano spesso le persone con questo problema è una difficoltà a fermarsi,  ("E' come se mi si annebbiasse tutto, voglio e devo mangiare, solo alla fine mi rendo conto di quanta roba ho ingurgitato!"). Sembra impossibile riuscire a smettere di mangiare, si fatica a capire cosa stia accadendo in quel momento. Poi, una volta finito, si avverte un grandissimo senso di colpa e una forte frustrazione (“Come ho fatto a mangiare così tanto? Perché? Mi faccio schifo! Non ne uscirò mai!").

La sindrome da alimentazione compulsiva) può apparire simile alla bulimia. La differenza principale si ritrova nel fatto che, nel Binge Eating non sono presenti condotte eliminatorie finalizzate a “compensare” l’abbuffate (vomito, purghe…).

QUALCHE DOMANDA DA PORSI

1)      Ti capita di mangiare di più quando sei nervoso, annoiato o stressato?
2)      Ti capita di continuare a mangiare anche ti senti sazio, perché “non riesci a fermarti”?
3)      Hai mai la sensazione aver perso il controllo sul cibo?
4)      Ti capita di mangiare molto anche se hai mangiato poco tempo prima?
5)      La voglia di mangiare aumenta quando si avvicina una situazione che ti agita o preoccupa?
6)     Ti sembra di utilizzare spesso il cibo per calmarti o per "riempire un vuoto"?
7)    Ti capita spesso di sentirti in colpa o disgustato da te stesso dopo esserti abbuffato?

HO RISPOSTO "Sì" A MOLTE DI QUESTE DOMANDE, MA NON CAPISCO COME POSSA AIUTARMI UNA PSICOLOGA!

Gli psicologi che si occupano di alimentazione e gestione del peso corporeo, non propongono diete (io collaboro con una dietologa, a cui mi rivolgo nel caso in cui la persona abbia bisogno di un piano alimentare). Durante il percorso con lo psicologo si imparano delle strategie utili per gestire gli attacchi di fame nervosa, inoltre si cerca di capire quali siano le ragioni che portano a mangiare in maniera incontrollata.

Se la questione “fame nervosa” ti ha toccato da vicino, contattami senza impegno per richiedere informazioni a riguardo. Sia in studio (Saronno o Milano) sia a distanza (tramite Skype) propongo percorsi di gestione del peso corporeo e supporto psicologico alla dieta.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI o RICHIESTE puoi contattarmi al numero 3454988428 o all'indirizzo mail alessia.romanazzi@goccedipsicologia.it

Qui trovi informazioni sull' "Ambulatorio Fame Nervosa"




 BIBLIOGRAFIA:

- Vinai e Todisco (2007), Quando le emozioni diventano cibo. Libreria Cortina, Milano.
- American Psychiatric Association (2014). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta   edizione. DSM-5. Milano: Raffaello Cortina Editore













-Tratto da un articolo scritto per www.goccedipsicologia.it-
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